Dieta e stile di vita contro l’artrosi al ginocchio

L’artrosi al ginocchio (o gonartrosi) è una patologia degenerativa progressiva che colpisce non solo l’articolazione di un paziente, ma anche la sua quotidianità. 

Con il tempo infatti, il dolore e le limitazioni nei movimenti possono diventare tali da influire negativamente sulla sua qualità di vita. 

ll mio approccio parte da un principio chiaro: preservare il ginocchio quando possibile e intervenire solo quando necessario, cercando sempre di rispettarne il movimento naturale. 

L’intervento chirurgico non è la strada maestra per gestire l’artrosi al ginocchio. Al contrario, il trattamento conservativo rappresenta per molti pazienti una strategia efficace per ridurre infiammazione e dolore e restituire mobilità al paziente. 

Le infiltrazioni di cortisone e la fisioterapia consentono infatti in molti casi di evitare o ritardare il ricorso a trattamenti chirurgici, talvolta molto invasivi come nel caso dell’impianto di una protesi di ginocchio. 

L’obiettivo del mio lavoro quotidiano è proprio questo: aiutare i miei pazienti a recuperare la funzionalità articolare e una buona qualità di vita, proponendo l’approccio che ritengo migliore per ciascuno di loro in relazione non solo alla loro condizione clinica ma anche alle loro esigenze funzionali e aspettative, senza ricorrere necessariamente alla chirurgia.

Quando il trattamento conservativo non è più sufficiente, l’obiettivo non è semplicemente sostituire un’articolazione, ma ricostruire un ginocchio che mantenga il più possibile equilibrio, stabilità e naturalezza del movimento: la sua cinematica. 

Meno peso = meno dolore

Il regime alimentare della maggior parte delle persone è sbilanciato verso un eccesso di carboidrati che, associati alla sedentarietà o a un’attività fisica che comunque troppo spesso è davvero scarsa, determinano l’accumulo progressivo di grasso e un aumento del peso corporeo. 

Ma il sovrappeso è un grande nemico della cartilagine: i chili di troppo aumentano la pressione sulle ginocchia mentre camminiamo e accelerano l’usura articolare, peggiorando la condizione artrosica e il dolore.

Integrare la riduzione del peso corporeo nel percorso di cura proposto al paziente consente al trattamento conservativo di funzionare meglio, ottimizzandone i risultati: ogni chilo perso riduce il carico meccanico e la pressione sull’articolazione, aiutando a ridurre il dolore e facilitando il movimento.

La riduzione del peso, peraltro, è fondamentale anche nei pazienti per i quali si rende necessario un intervento di chirurgia protesica, in quanto massimizza i risultati della procedura, accelerando i tempi di recupero in fase postoperatoria e prolungando la durata delle protesi.

Pertanto, quando il peso rappresenta un limite per il recupero o incide sulla sintomatologia di un paziente, gli consiglio di affidarsi a uno specialista della nutrizione per valutare e iniziare a intraprendere un percorso personalizzato di riduzione del peso e di riequilibrio alimentare.

La dieta chetogenica

Personalmente consiglio a molti dei miei pazienti di valutare l’introduzione della dieta chetogenica, che consente di ottenere una riduzione significativa del peso corporeo, preservando la massa muscolare e senza l’ossessione di dover pesare ogni alimento. 

Entrando più nello specifico, la dieta chetogenica è caratterizzata da un bassissimo contenuto di carboidrati. Il regime alimentare quotidiano si basa infatti sull’eliminazione quasi totale degli zuccheri semplici (zucchero, frutta zuccherina) e degli zuccheri complessi (per es. il pane, la pasta, il riso e le patate).

Viene invece privilegiata l’assunzione di grassi insaturi (i grassi “buoni”, come olio di oliva, latte, frutta secca, formaggi stagionati), proteine di qualità (soprattutto pesce e carni bianche), verdure povere di carboidrati e frutta non zuccherina. 

Data la carenza di zuccheri introdotti con l’alimentazione, in pochi giorni il metabolismo del corpo cambia e il nostro organismo entra in uno stato metabolico definito chetosi. 

Invece di utilizzare il glucosio come fonte di energia, il corpo attinge allora alle riserve di grasso e il fegato – attraverso un processo biochimico denominato chetogenesi – produce i corpi chetonici, che vengono utilizzati come fonte primaria di energia.

La dieta chetogenetica, se associata a una camminata veloce di 30 minuti ogni giorno e supportata da una corretta idratazione (2,5 litri di acqua al giorno), è in grado di determinare in tempi rapidi una riduzione significativa del peso e, di conseguenza, una diminuzione della pressione esercitata sul ginocchio artrosico. 

Non solo dieta: il ruolo dell’attività fisica 

L’attività fisica, svolta in modo mirato e costante, svolge un ruolo rilevante nel percorso di trattamento dell’artrosi del ginocchio.

Il movimento, infatti, non solo contribuisce alla riduzione del peso corporeo insieme a una dieta adeguata, ma inoltre favorisce la produzione di liquido sinoviale, il lubrificante naturale che permette alle nostre articolazioni di scorrere in modo più fluido, senza attriti.

In particolare, la camminata veloce è ottima per il metabolismo, oltre che per il sistema cardiovascolare. Ma attenzione al terreno, che dev’essere regolare, e alle scarpe, che siano ben ammortizzate per evitare che l’impatto con il terreno irriti l’articolazione.

Un’altra attività a mio parere valida per i pazienti con gonartrosi è la bicicletta, in quanto consente di muovere il ginocchio senza caricare l’articolazione con il peso del corpo ed evitando qualsiasi impatto con il terreno. 

La parola d’ordine è costanza: fare attività 30 minuti al giorno, ma tutti i giorni.

Se il dolore al ginocchio limita le attività quotidiane, se compare gonfiore ricorrente o se inizi a ridurre il movimento per evitare fastidio, è il momento di fare una valutazione specialistica: intervenire presto significa avere più possibilità di preservare l’articolazione 

La gestione dell’artrosi del ginocchio non passa solo dalla sala operatoria. Nella maggior parte dei casi, le scelte quotidiane fanno la differenza.

Il vero obiettivo non è solo ridurre il dolore, ma mantenere un ginocchio che continui a funzionare nel modo più naturale possibile.

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